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Tivoli – Dismissione assistenza ai malati di Alzheimer, i comunisti: “Risposte non adeguate. Coinvolgeremo il Ministero della salute”

In merito alla notizia Tivoli – Tagli assistenza domiciliare ai malati di Alzheimer: le famiglie protestano sotto la sede dell’ASL Roma 5 – VIDEO, riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Rifondazione Comunista Tivoli, presente ieri, lunedì 30 giugno, al sit-in sotto la sede dell’Asl Roma 5.

Il Comunicato

Ieri, Rifondazione Comunista di Tivoli ha partecipato attivamente al sit-in organizzato da oltre 50 famiglie che si sono sentite derubate dalla politica e dalle istituzioni – ASL inclusa – delle cure domiciliari per i loro cari affetti da Alzheimer. Questo evento, definito “il sit-in della disperazione e della vergogna”, ha avuto luogo sotto la sede della ASL di Tivoli, dove le famiglie hanno espresso la loro angoscia e richiesto spiegazioni urgenti riguardo alla chiusura del servizio.

Con umiltà, siamo stati in mezzo a loro, ascoltando le storie di tristezza e le difficoltà quotidiane che derivano dall’interruzione dei servizi essenziali. Durante l’incontro con il Direttore Amministrativo Dott. Filippo Coiro e il Direttore Sanitario Dott. Franco Cortellessa, purtroppo la Dott.ssa Cavalli era assente. L’assenza della Dott.ssa Cavalli all’incontro con le famiglie evidenza un certo grado di arroganza dei massimi dirigenti della Asl Rm5 5 che devono smetterla di considerare la salute pubblica come numeri da gestire nei bilanci. Tuttavia, abbiamo avuto un lungo colloquio telefonico con la Dott.ssa Tiziana Carrabs, responsabile del coordinamento operativo per l’assistenza domiciliare/residenziale integrata e cure palliative.

Abbiamo espresso le nostre preoccupazioni riguardo all’interruzione del servizio, che lascia gli utenti e le famiglie completamente abbandonati a se stessi. Le soluzioni proposte risultano inadeguate, poiché tendono a scaricare il peso dell’assistenza sui comuni. Ci è stato detto che la ASL può erogare solo servizi sanitari in base a normative regionali e nazionali; tuttavia, ciò non tiene conto delle specifiche esigenze dei pazienti affetti da Alzheimer, per i quali un intervento integrato è essenziale.

La Dott.ssa Carrabs ha garantito assistenza sanitaria durante le fasi più avanzate della malattia; tuttavia, ignorare l’importanza dell’intervento precoce significa compromettere non solo la qualità della vita del paziente ma anche aumentare i costi complessivi dell’assistenza. Inoltre, abbiamo sollevato preoccupazioni circa modalità inaccettabili di dimissioni del servizio tramite messaggi WhatsApp e la mancanza di discussione con le famiglie sui PAI (Progetti Assistenziali Individualizzati), che dovrebbero essere condivisi e firmati dai caregiver per garantire un intervento adeguato.

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Nonostante i funzionari ASL abbiano manifestato vicinanza alle famiglie, ci hanno comunicato di avere “le mani legate” e di non poter agire diversamente. È inaccettabile che una realtà come l’unica ASL nel Lazio ad aver erogato questo servizio venga chiusa invece di replicarne il modello altrove. La riunione si è conclusa senza risposte adeguate. Le famiglie sono determinate a proseguire la loro protesta: intendono coinvolgere il Ministero della Salute e avviare una raccolta firme per denunciare l’interruzione di questo servizio pubblico vitale.

Ci chiediamo: a cosa servono la politica e le istituzioni? A cosa serve un sindaco se queste scelte vanno contro gli interessi propri cittadini? Chiediamo al Sindaco Innocenzi e a tutti i Sindaci della zona che hanno votato mozioni contro la chiusura del servizio e alla dott.ssa Cavalli di assumersi le loro responsabilità concrete invece di nascondersi dietro gli alibi della burocrazia, altrimenti saremo testimoni di una vergognosa indifferenza e una sottomissione sia al volere della Regione che del Governo Nazionale ; che già evidentemente sta trovando i fondi necessari per aumentare le spese militari. Riteniamo assurda una politica che si mostra forte con i deboli ma complice con i potenti. Chiediamo visibilità per gli invisibili: è tempo che vengano ascoltati i diritti dei malati di Alzheimer e delle loro famiglie. restiamo sempre disponibili ad un confronto pubblico.

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