Tivoli – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’Industria Cartaria Srl, in risposta agli articoli: “Tivoli – Quattro licenziamenti alla Cartiera, i comunisti: “Chiediamo un sit-in dei Sindacati e un incontro con il Sindaco”“, e Tivoli – Licenziamento collettivo alla Cartiera. I Comunisti: “Fine di una tradizione e disastro per tante famiglie”.
Il comunicato dell’ICT SRL
“L’azienda ICT Srl si dissocia e smentisce le gravi accuse portate avanti da un partito di matrice estrema che sta tentando di strumentalizzare i diritti dei lavoratori per fini squisitamente politici. Ci riferiamo in particolare ai 2 articoli pubblicati su questa testata da parte di Rifondazione Comunista Tivoli in cui si parla di comportamenti vessatori sui lavoratori, licenziamenti pretestuosi, mancato versamento del TFR e dei rimborsi da 730, fino a discutere poi delle scelte industriali giudicate inadeguate e, l’aspetto più importante, il fermo di una linea produttiva con l’apertura di una procedura di mobilità per 26 operai e l’invito allo stato di agitazione da parte di quest’ultimi.
Partiamo proprio dall’aspetto più importante. Con l’apertura della procedura di mobilità, l’azienda si è mostrata da subito disponibile ad un esame congiunto da svolgere entro 7 giorni secondo quanto previsto ex Artt. 4 e 24 L. 223-1991, in data 16 agosto, con tutte le sigle sindacali. Orbene si parla di mobilitazione e di stati di agitazione da parte dei lavoratori quando poi i loro rappresentanti sindacali, ossia le segreterie regionali congiunte di SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL erano assenti alla data proposta dall’azienda e, ad oggi 21 agosto, l’azienda rimane ancora in attesa di conoscere la prima data utile per poter svolgere tale esame congiunto.
Inoltre, si parla anche di lottare per ripristinare la dignità dei lavoratori quando poi la nostra azienda, sin dal suo insediamento in Cartiera datato dicembre 2020, ha sempre tutelato i diritti dei lavoratori e mai si sono registrati comportamenti vessatori nei loro confronti. Nel corso della sua gestione sono state assunte numerose persone, sia operai alle prime esperienze che personale con competenze specifiche, e, in caso di licenziamenti, sempre dovuti per giusta causa, il TFR è sempre stato pagato con modalità stabilite di comune accordo con il lavoratore uscente, così come il TFR è stato versato per ogni trimestre ai fondi di competenza.
E quando il partito Rifondazione Comunista scrive dei mancati rimborsi dei 730 si dimentica forse che è l’Agenzia delle Entrate (tramite i CAF) a dover inviare i modelli 730/4 e man mano che arrivano l’azienda procede ai rimborsi, che possono avvenire a partire dal mese di luglio in avanti. Dunque la politica di creare incertezza e destabilizzare con false verità anche quei lavoratori non coinvolti nella procedura di mobilità ha il solo fine di reclutare un seguito che probabilmente oggi non c’è come dimostrano i continui interventi e comunicati da parte del partito”.
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