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Guidonia – Ex Cava Colle Largo, anche il PD chiede le dimissioni di Lombardo

Lomuscio (PD): “Colle Largo è la pietra tombale sull’Amministrazione Lombardo. Tra beni persi, assenze e servizi chiusi, il Sindaco rassegni le dimissioni”

Mauro Lombardo

In merito alla notizia Guidonia – Ex Cava di Colle Largo: il Tribunale riconosce l’usucapione in favore del privato. Il Comune ricorre in appello, riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa del PD di Guidonia Montecelio.

Il comunicato

Guidonia Montecelio, 10 Dicembre 2025 – “La notizia della perdita di 73 ettari di terreno pubblico in località Colle Largo per usucapione non è un fulmine a ciel sereno, ma la tragica conferma di un modus operandi amministrativo fatto di superficialità, disattenzione e incapacità gestionale. Di fronte a un depauperamento di tale portata del patrimonio collettivo, il Sindaco Mauro Lombardo non ha altra strada se non quella di rassegnare le dimissioni”.

Lo dichiara Mario Lomuscio, Consigliere Comunale e Presidente del Partito Democratico di Guidonia Montecelio, commentando le recenti notizie di stampa che evidenziano gravi lacune nella difesa legale dell’Ente. “Le carte parlano chiaro e smentiscono la narrazione del ‘Sindaco vittima delle eredità passate’”, prosegue Lomuscio. “È doveroso ristabilire la verità storica: l’amministrazione precedente non è rimasta a guardare. Nel 2021, con i 5Stelle e il PD al governo della città, fu emanata una precisa ordinanza di sgombero dell’area. C’era la volontà politica e amministrativa di riprendersi ciò che era dei cittadini. Cosa che non è accaduto né prima, nei 10 anni di governo della destra a Guidonia, con Lombardo Vicesindaco, né dopo. Anzi, con l’arrivo di Lombardo è calato il buio”.

“Sulla vicenda Colle Largo emergono responsabilità dirette del Sindaco e dell’attuale amministrazione, in particolare sull’aspetto più grave della vicenda”, continua Lomuscio, “C’era in ballo la richiesta da parte della controparte di una transazione che prevedeva nelle intenzioni il riconoscimento di rica il 20% della superficie, mantenendo circa l’80% nel patrimonio comunale. Come normale in queste situazioni, per valutare correttamente gli scenari possibili e i punti di caduta giuridici sostenibili, era doveroso integrare la posizione dell’Amministrazione acquisendo un ulteriore parere legale, parallelo con professionisti esterni, quali professori universitari ed esperti di diritti reali e verificare le possibilità/convenienza di un accordo. Insomma, la situazione si poteva salvare o comunque limitare i danni. Ma il Sindaco, con maestrale arroganza e superficialità, imprudenza e sciatteria, che ben conosciamo purtroppo, ha voluto tirare dritto, portando la Città a sbattere e al risultato che conosciamo. Una leggerezza imperdonabile. Ora non possiamo che “sperare nell’appello”.

“Non stiamo parlando di dettagli burocratici”, prosegue il Consigliere, “ma di 73 ettari di territorio dei cittadini di Guidonia e sottratti ad essi per l’inerzia di chi doveva proteggerli etutelarli. Non si perdono 73 ettari per caso: si perdono quando si sottovaluta il problema, quando l’Avvocatura non viene messa nelle condizioni di difendere il bene comune. ” Il Presidente del PD locale allarga poi l’analisi allo stato generale della Città: “Mentre perdiamo terra, perdiamo anche il diritto di muoverci. La chiusura della Stazione di Guidonia Centro è l’emblema della distanza siderale tra questa Giunta e la vita reale delle persone. Stiamo parlando di studenti, di lavoratori pendolari, di anziani isolati che presto dal centro Città potrebbero essere costretti a odissee quotidiane per andare a scuola, al lavoro, ai servizi locali. Dov’è la voce del Sindaco? Dove sono i pugni battuti sui tavoli istituzionali? Il silenzio dell’amministrazione su questo disservizio è un insulto alla dignità di chi ogni mattina si sveglia presto per andare a lavorare e trova i cancelli chiusi”.

“Oggi scopriamo che, mentre si prometteva una città ‘più bella’, la stavamo rendendo fattualmente più povera. Il Sindaco Lombardo”, prosegue Lomuscio, “non può continuare a nascondersi dietro il dito delle ‘colpe delle precedenti amministrazioni’. È stato Vicesindaco per anni, governa questa città da tempo sufficiente per aver impresso la sua direzione, e la direzione è quella del declino. Guidonia Montecelio non può permettersi ulteriori errori”. “Il quadro è desolante e irreversibile”, conclude il Presidente del PD. “tra TMB riaperti, assenze nelle conferenze dei servizi sul Cementificio, dimenticanze/sviste sull’impianto di Biogas a Montecelio, programmazione di apertura del forno crematorio a ridosso sempre di Montecelio e ora Colle Largo, la misura è colma. Ma le responsabilità non sono solo del Sindaco: l’intera maggioranza che lo sostiene è complice di questo fallimento. Chi rimane in silenzio di fronte allo svendere pezzo dopo pezzo la nostra città ne è politicamente responsabile tanto quanto il primo cittadino. Non c’è più tempo per le scuse o per i rimpasti. Questa esperienza amministrativa si è dimostrata inadeguata e dannosa. Per il bene di Guidonia Montecelio, chiediamo le dimissioni immediate del Sindaco e lo scioglimento di questa consiliatura fallimentare”.

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