martedì , 20 Gennaio 2026
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Tivoli – I comunisti: “Inclusione per Tivoli? 40mila euro per la burocrazia, solo briciole per i cittadini”

Comune di Tivoli

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Rifondazione Comunista – Circolo di Tivoli.

Il comunicato


TIVOLI – È necessario fare chiarezza sull’ultima operazione della Giunta comunale: il progetto “Inclusione per Tivoli” (Delibera n. 315 del 04/12/2025). Bisogna che la città sappia dove finiscono realmente i soldi pubblici destinati al sociale.

L’INGANNO DEI COSTI: NON SONO STIPENDI
Molti cittadini, leggendo di uno stanziamento di 40.000 euro per 10 partecipanti, potrebbero pensare che il Comune stia finalmente creando lavoro o integrando i redditi di chi è in difficoltà. Non è così. I 10 partecipanti sono persone che già percepiscono sussidi statali e che lavoreranno per la collettività “gratuitamente”. I 4.000 euro stanziati per ogni singolo partecipante NON andranno nelle loro tasche. Bisogna fare chiarezza su chi si vanta di un progetto che riguarda solo lo 0,01 % della popolazione tiburtina, mentre il verde pubblico resta in condizioni critiche .un progetto che è un offesa ai disoccupati tiburtina. Mentre la crisi morde, le famiglie tiburtine faticano ad arrivare a fine mese molte costrette anche a ricorrere al pacco di aiuti alimentari si spendono 40 mila per un progetto inutile alla povertà.

CHI CI GUADAGNA?
Se i soldi non vanno ai lavoratori, dove finiscono? L’atto parla chiaro: servono a coprire i “rimborsi delle spese effettivamente sostenute e comprovate”. In parole povere, questi 40.000 euro serviranno a pagare:

  • La macchina burocratica e le assicurazioni.
  • Il coordinamento e il tutoraggio affidato a enti esterni.
  • Le spese di gestione di un progetto che coinvolge un numero irrisorio di persone.

    IL PARADOSSO: SI SPENDE PIÙ PER GESTIRE LA POVERTÀ CHE PER SCONFIGGERLA
    È inaccettabile che per far lavorare 10 persone, il Comune debba bruciare 4.000 euro a testa in costi collaterali. Se quegli stessi soldi fossero stati dati direttamente ai beneficiari come integrazione al reddito, avrebbero garantito una boccata d’ossigeno reale. Invece, si preferisce alimentare un sistema clientelare e dei rimborsi spese, lasciando i cittadini nella stessa precarietà di prima.

    IL NOSTRO APPELLO ALLE OPPOSIZIONI E ALLA CITTÀ
    Chiediamo alle opposizioni in Consiglio Comunale di chiedere spiegazioni di attivarsi È questo il vostro concetto di efficienza sociale e lotta alla povertà ?

    Rifondazione Comunista esige:
  • Trasparenza Totale: Vogliamo vedere il dettaglio di quanto viene incassato dagli enti gestori per ogni singolo “tutoraggio”.
  • Meno Burocrazia, Più Diritti chiediamo che Quei fondi vengano usati per aumentare il numero di persone coinvolte, tagliando i costi di gestione intermedi.
    Il Comune smetta di usare i disoccupati come manovalanza a basso costo per tappare i buchi dei servizi comunali.
    La nostra battaglia continua nelle piazze e tra i lavoratori. Non permetteremo che la solidarietà diventi un business per pochi e una vetrina per l’Amministrazione.

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