L’iniziativa si svolgerà il 23 gennaio alle ore 17.30 a Villalba di Guidonia, presso il Centro Sportivo Renato Scrocca in via Pantane 11. Dopo i saluti introduttivi di Pietro Scrocca, Antonio Capitano presenterà il suo “breviario dantesco” in dialogo con l’artista e sportivo Antonio Crivellone, autore di un dipinto dedicato al Sommo Poeta dal quale è scaturita l’idea stessa dell’evento.
Il messaggio che sottende la giornata culturale è quello di “adattare” uno dei più intensi canti della Divina Commedia al contesto attuale e territoriale, facendo della conoscenza una leva capace di avvicinare il pensiero medievale alla sensibilità contemporanea attraverso metafore ancora valide per i nostri giorni. In particolare, il Canto XI del Purgatorio viene letto anche alla luce della storia dell’arte e della letteratura, con riferimento all’arte della miniatura e agli avvicendamenti tra grandi figure: da Guinizzelli a Cavalcanti, fino a Dante stesso, in una sorta di ideale “staffetta” fondata sul talento ma anche sulla consapevolezza della caducità della gloria.
Questa dinamica, in cui un maestro viene superato da un allievo e poi da un altro ancora, può essere efficacemente assimilata al mondo dello sport, dove i campioni di ieri sono spesso sostituiti e talvolta dimenticati dai nuovi emergenti. Una competizione naturale, che però – come ricorda Dante nel suo ammonimento contro la superbia e la vana fama – deve essere sempre leale, fondata su qualità autentiche e non su favoritismi, scorciatoie o pratiche dannose come le maldicenze e la delegittimazione dell’altro per affermarsi.
In questa prospettiva, gli autori del volume hanno particolarmente apprezzato la sintesi proposta dalla Biblioteca Comunale e Archivio Storico “Piero Calamandrei”, che definisce il lavoro come “una stimolante rilettura dell’XI canto del Purgatorio sui temi della superbia e della fama. Decostruendo il testo e dando voce ai personaggi, gli autori attualizzano la riflessione su quanto effimero possa essere il successo, invitando all’umiltà”.
Valori che trovano una naturale corrispondenza nel mondo sportivo, inteso come palestra di educazione al rispetto, alla meritocrazia e ad un agire corretto, dove il talento deve sempre essere accompagnato da etica, lealtà e senso della misura. È in questo dialogo tra poesia, arte e sport che il Canto XI del Purgatorio rivela tutta la sua sorprendente attualità.

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