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Guidonia – Operaio morto alle cementerei, i comunisti: “Chiediamo una commissione d’inchiesta locale”

In merito alla notizia Guidonia – Tragedia sul lavoro: operaio muore travolto dal cemento alla Buzzi Unicem, riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Rifondazione Comunista – Guidonia.

Il comunicato

GUIDONIA – Il sangue di Diego Paniccia, l’operaio di 57 anni morto ieri soffocato dai fumi e dalle polveri in un silos della Buzzi Unicem, non grida solo vendetta, ma solleva il velo su una realtà locale agghiacciante. Con la morte di Diego, il bilancio delle vittime sul lavoro nel quadrante Tivoli-Guidonia sale a tre morti negli ultimi mesi. Una scia di sangue inaccettabile che trasforma il nostro polo industriale in un bollettino di guerra. Non sono numeri, sono padri, figli e fratelli che non sono tornati a casa perché il sistema degli appalti e la fretta del profitto hanno deciso che la loro sicurezza era un costo troppo alto da sostenere.

La denuncia: il polo industriale della morte
Denunciamo con forza come la zona di Guidonia Montecelio e Tivoli sia diventata un territorio dove le tutele spariscono dietro i cancelli delle grandi aziende e delle ditte in appalto. Tre morti in così poco tempo non sono una coincidenza:

  • Sono la prova del fallimento dei controlli sul territorio.
  • Sono il risultato di una precarizzazione selvaggia dove chi pulisce i silos o lavora nei cantieri è l’anello debole di una catena di subfornitura opaca.
  • Sono la dimostrazione di un’amministrazione locale che troppo spesso tace per non disturbare i “giganti” dell’industria.
    Le nostre richieste: basta silenzio, servono i fatti

    Rifondazione Comunista non accetta più “cordogli di facciata”. Chiediamo risposte politiche:
  • Sciopero e mobilitazione: Pieno sostegno allo sciopero odierno dei sindacati. La produzione deve fermarsi: ogni macchina accesa oggi è un insulto alla memoria di Diego.
  • Lutto Cittadino: Il Sindaco di Guidonia deve proclamare il lutto cittadino immediatamente. È ora che la città si fermi a guardare in faccia la realtà: la ricchezza di questo territorio non può essere impastata col sangue dei lavoratori.
  • Commissione d’Inchiesta Locale: Chiediamo un tavolo urgente tra Comuni, ASL e Ispettorato del Lavoro per monitorare ogni singola ditta in appalto operante nelle cementerie e nelle cave.
    Esprimiamo la nostra vicinanza alla famiglia Paniccia e alla comunità di Lauria. La nostra lotta continua affinché Diego sia l’ultimo nome su questa lista infame.

    BASTA MORTI SUL LAVORO! BASTA PROFITTO SULLA PELLE DEGLI OPERAI!

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