Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Rifondazione Comunista Circolo di Tivoli.
Il comunicato
Giù le mani dalle Ex Tipografie e dai beni comuni. Il Consiglio Comunale ha approvato il recepimento dell’Articolo 4 della Legge Regionale 7/2017 sulla Rigenerazione Urbana. Come Rifondazione Comunista, avvertiamo la cittadinanza: dietro i termini tecnici si nasconde il rischio di un massiccio passaggio di ricchezza dal pubblico ai privati.
L’Articolo 4 permette interventi diretti con premi di cubatura fino al 20% e cambi di destinazione d’uso. Questo significa che edifici nati per servire la comunità possono trasformarsi in speculazioni immobiliari.
I CITTADINI DEVONO SAPERE ma sopratutto devono sorvegliare le intenzioni di questa amministrazione. Invitiamo tutti a vigilare sui progetti per le Ex Tipografie di Via di Sant’Agnese e Via degli Stabilimenti ponendo queste domande chiare all’Amministrazione.
IL TRUCCO DEL CAMBIO D’USO: La destinazione resterà al 100% per servizi sociali e culturali o diventerà “Residenziale/Commerciale”? Noi diciamo NO ad appartamenti di lusso su suolo pubblico.
IL CEMENTO IN PIÙ: Il premio del 20% di cubatura previsto dalla Legge 7/2017 verrà usato per fare uffici privati o per ingrandire gli spazi per i giovani e gli anziani del quartiere?
LA BEFFA DELLA MONETIZZAZIONE: Il costruttore pagherà soldi al Comune per “tappare i buchi” di bilancio invece di realizzare parchi e parcheggi? Vogliamo opere concrete nei quartiere, non chiacchiere in bilancio.
GESTIONE O PRIVATIZZAZIONE? Per quanti decenni il Comune intende cedere la gestione di questi spazi? Non accetteremo concessioni di 30 o 50 anni che sottraggono i beni comuni alle prossime generazioni.
Per questo chiediamo al consiglio comunale il Vincolo Sociale Assoluto: Gli immobili comunali rigenerati devono restare al 100% pubblici. Le Ex Tipografie diventino centri di aggregazione, biblioteche e sportelli sociali, luoghi comuni pet fare musica NON condomini privati.
Via degli Stabilimenti deve restare un luogo della memoria operaia, non un distretto d’élite che espelle i residenti storici.
Ogni progetto su aree pubbliche deve passare per un’assemblea popolare di quartiere. Sono i cittadini a decidere, non i consigli d’amministrazione delle imprese. La rigenerazione urbana ha senso solo se migliora la vita di chi ha meno, non se gonfia il portafoglio di chi ha già troppo.
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