C’è un fenomeno imbarazzante che si che si ripete più volte al giorno, ultimamente, tanto per fare dei nomi, in via delle Dalie, via Rosata, via dei Girasoli, a Colle Fiorito: nel momento esatto in cui Fido si accovaccia, i loro amorevoli proprietari guardano altrove. Un blackout selettivo, rapidissimo, che dura giusto il tempo necessario per ignorare ciò che sta accadendo sotto i loro occhi. Poi, miracolosamente, ripartono, tranquilli e indifferenti come se nulla fosse accaduto.
Nel frattempo, marciapiedi, aree pubbliche e aiuole si trasformano in un percorso a ostacoli degno di una gara di sopravvivenza. I passanti sviluppano abilità atletiche inaspettate: salti, zig‑zag, deviazioni improvvise. Una coreografia urbana che nessuno ha chiesto.
E dire che raccogliere le deiezioni non richiede superpoteri, non serve un corso di addestramento, non serve un manuale di istruzioni. Serve, molto più banalmente, una bustina e un minimo di senso civico. Eppure, questi campioni d’inciviltà continuano a comportarsi come se il problema non li riguardasse.
La verità è semplice e un po’ amara è chi non raccoglie non è sbadato, non è distratto. È solo maleducato.
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