GUIDONIA, 7 ottobre 2026 – Oggi gli studenti e le studentesse dell’ITIS Volta della sede di Guidonia sono scesi in sciopero per rivendicare il diritto alla socialità e contestare le restrizioni sugli spazi di ricreazione e la linea sanzionatoria annunciata dalla presidenza. La Rete degli Studenti Medi è al loro fianco in questa giornata di mobilitazione e riscatto democratico.
Lo sciopero di questa mattina è la risposta chiara e determinata di una comunità scolastica che rifiuta di essere gestita con logiche punitive e autoritarie. La ricreazione e la libera agibilità degli spazi sono diritti fondamentali tutelati dallo Statuto delle Studentesse e degli Studenti e dalla Costituzione. Trasformare il dissenso legittimo in una questione di ordine disciplinare rappresenta un atto inaccettabile che mina la partecipazione democratica dentro gli istituti.
La nostra attenzione è ora rivolta alla seduta del Consiglio di Istituto prevista per la giornata di oggi. Ci aspettiamo che l’organo collegiale non si pieghi alla logica della ritorsione e respinga fermamente qualsiasi proposta di delibera volta a sanzionare le assenze collettive e ascolti invece le richieste degli studenti. Il Consiglio di Istituto ha la responsabilità politica e pedagogica di riaprire un canale di confronto reale con gli studenti, anziché avvallare scorciatoie repressive preannunciate peraltro sui giornali.
«Chi pensa di soffocare la protesta con le minacce di provvedimenti o la criminalizzazione dello sciopero ha sbagliato calcoli», dichiara la Rete degli Studenti Medi. «Gli studenti dell’ITIS Volta oggi hanno dimostrato che la scuola pubblica si difende con la partecipazione e che la risposta all’autoritarismo è la mobilitazione collettiva. Non permetteremo che gli organi della democrazia scolastica vengano strumentalizzati per punire chi rivendica i propri diritti.»
Come organizzazione sindacale continueremo a seguire da vicino l’esito del Consiglio di Istituto e a sostenere la vertenza dell’ITIS Volta in ogni sede. La mobilitazione di oggi dimostra ancora una volta la necessità di un cambio di rotta generale: il 17 ottobre saremo tutti in piazza a Roma per affermare un modello di scuola fondato sull’ascolto, sulla cura e sui diritti, rifiutando ogni logica repressiva.
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