sabato , 20 Luglio 2024
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Tivoli – Arco di San Martino, la denuncia di ArcheoTibur: “Restauro frettoloso. Ecco cosa non va…”

TIVOLI – Nella prima settimana di settembre, presso via della Sibilla a Tivoli, sono andati in scena i lavori di restauro dell’arco del Ponte di San Martino, affidati alla ditta Global Service. Dopo il completamento degli stessi, l’occhio esperto degli ingegneri e attivisti dell’associazione ArcheoTibur ha notato incongruenze importanti e pericolose rispetto all’opera originaria.

Per questo la redazione de La Tiburtina News ha approfondito la vicenda intervistando l’Ing. Christian Doddi, Vicepresidente di ArcheoTibur, il quale ha spiegato: “Va tenuto conto che l’arco è un sistema spingente, pertanto, secondo un concetto statico di passaggio delle forze oblique dalla chiave di volta, attraverso i conci dell’arco fino al piedritto, vi è un equilibrio dato dal mutuo contrasto di queste forze. Questo equilibrio viene meno se le parti dell’arco non sono impostate nella giusta maniera. Un piedritto obliquo potrebbe essere ribaltato dalla spinta generata dall’arco. Nel caso del restauro in questione si vede bene che l’applicazione della pietra più grande reimpiegata nel piedritto è di forma trapezoidale, ovvero con un lato obliquo. La mancata messa in asse dello stesso, pertanto, potrebbe risultare un problema per l’arco“.

Poi prosegue: “La vera critica va fatta per la messa in opera di quelle che erano le lacune nel piedritto. Il progetto ha previsto l’anastilosi delle parti mancanti, ovvero il rimpiego esatto dei materiali nello stesso modo e stile dell’opera. Considerato che il restauro deve essere conservativo, ben visibile e riconoscibile, non si può pensare di ricreare esattamente ciò che vi era prima, ma neanche realizzare con così poca cura ciò che è stato fatto. Si nota un tentativo frettoloso di riproporre lo stato precedente al danno, con una scarsa riuscita. Inoltre, data la natura usurata della base del piedritto, sarebbe stato importante andare a restaurare l’intera parte e non soltanto la zona crollata.”

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